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Come prendersi cura dei capi di lana?

Come prendersi cura dei capi di lana?

COME PRENDERSI CURA DEI CAPI DI LANA
Avvogente, morbida e calda la lana è una fibra tessile naturale,  versatile e duratura. Ne esistono diversi tipi con differenti caratteristiche – Merino, Mohair, Alpaca, Angora, Cashmere. Alcune sono molto pregiate, altre molto morbide, altre ancora hanno maggiori capacità di proteggere dal freddo.
Tutte le lane però sono accomunate dall’alta termocoibenza che ne determina la capacità di trattenere il calore.
A seconda della tipologia di articolo (maglioni, giacche, calze, coperte) va prestata una particolare attenzione.
Per la pulizia e la cura di questo tessuto preziosissimo che ci accompagna durante tutto l’inverno servono alcune considerazioni generali: più attenzione avremo più riusciremo a conservarlo in condizioni ottimali.
Una cosa importante da tenere presente: la lana è un tessuto resistente allo sporco e la cosa di cui ha più bisogno in assoluto è l’esposizione all’aria aperta. Far prendere aria ai capi di lana è una buona abitudine per eliminare gli odori, evitando così di stressare il tessuto.
E poi ci dobbiamo prendere cura dei capi di lana con grande attenzione. Basta un solo lavaggio sbagliato e il tuo maglione preferito rischia di infeltrirsi. Se trattata in modo inadeguato (lavaggio in acqua calda e sapone), le fibre della lana si restringono. E addio morbidezza. Ecco alcuni consigli pratici in regalo per te!
LAVAGGIO DELICATO
Per la lana esistono detergenti specifici; anche le temperature di lavaggio devono però essere molto basse. Di base i capi di lana prediligono il lavaggio a mano in acqua tiepida, con ammollo di 20 minuti circa e massaggio armonioso che eviti sfregature dannose per tessuti e accessori. Unico accorgimento, lavate al rovescio ed evitate di strizzarlo o strofinarlo: rischiereste solo di deformarlo! Se il capo contiene perline, ricami, strass o decorazioni che possono rilasciare colore, meglio l’acqua fredda.
Anche il lavaggio in lavatrice con un programma specifico può tranquillamente essere adottato: meglio evitare di caricare troppo il cestello ed assicurarsi che la centrifuga operi a bassa velocità e per un tempo limitato.
RISCIACQUO
Risciacquate il capo con abbondante acqua corrente. Anche per questo passaggio il consiglio è uno: evitate di strizzare il capo per eliminare i residui di acqua. Quello che vi consigliamo è di tamponarlo: sistematelo tra due asciugamani ed esercitate con le mani una leggera pressione. Questo passaggio permetterà di eliminare l’acqua in eccesso.

ASCIUGATURA ACCORTA
Oltre al lavaggio, anche l’asciugatura è un momento importante. Stendere i maglioni di lana, per esempio, è un’operazione che richiede attenzione. Specialmente se il lavaggio è fatto a mano, i capi lavati saranno particolarmente bagnati anche dopo averli strizzati delicatamente: è sconsigliabile appenderli completamente in verticale, perché il peso dell’acqua tenderà ad allungare il tessuto con il rischio di deformarlo. Cominciare con appoggio orizzontale per la prima parte dell’asciugatura. Quando poi i capi saranno solamente umidi allora potrete procedere appendendoli verticalmente.
Lasciate che si asciughi bene ed evitate di conservare i capi in lana quando sono ancora umidi, perchè l’umidità favorirebbe la formazione di muffa.

NO AL FERRO AD ALTE TEMPERATURE
Se correttamente lavato ed asciugato, il capo in lana non ha bisogno della stiratura. Se, però, dovesse essere necessaria, non utilizzate il ferro rovente a diretto contatto col capo: meglio dare dei colpi di vapore a circa 5 cm di distanza dal tessuto o frapporre fra il capo al rovescio ed il ferro un panno umido in cotone o lino. La temperatura del ferro non deve mai superare i 150°.

TRATTAMENTO SPECIALE
Una maggiore cura evita alla lana di infeltrirsi: esistono capi che richiedono ancora maggiore attenzione in quanto molto particolari e delicati. Ogni abito ha la sua storia ed è tutta scritta sull’etichetta! E qui, per vostra tranquillità, potete valutare se non sia il caso di ricorrere ai professionisti in lavanderia. Abiti, maglioni, giacche, cappotti, coperte e trapunte di lana sono i principali indiziati. Fate respirare questi capi all’aria aperta e a seconda dell’uso e delle esigenze considerate sempre un lavaggio professionale.

CONSERVAZIONE DELLA LANA
Particolarmente importante è anche la conservazione dei capi in lana, onde evitare che le tarme lascino sgradevoli buchini sui nostri maglioni preferiti. Sia che li conserviate nei cassetti o negli armadi, non dimenticate di proteggere i capi in lana dalle tarme, riponendoli in custodie o sacchetti sottovuoto: all’interno potreste anche inserire bustine con antitarme naturali come cedro, menta o lavanda.
COME TRATTARE LA LANA INFELTRITA
Quando, per un errore di lavaggio o di trattamento sbagliato, ti ritrovi in mano della lana infeltrita, non disperare. Anche se il tuo maglione non tornerà perfettamente come nuovo, puoi intervenire per sfeltrire le fibre con vari metodi. In commercio esistono prodotto specifici per trattare la lana che ha perso morbidezza ma esistono anche i rimedi delle nonne. Più ecologici e altrettanto efficaci, ti aiuteranno a minimizzare il problema.

La prima soluzione ricorre al bicarbonato di sodio. Procedi così: in una bacinella metti acqua fredda o tiepida e circa 20 g (circa due cucchiai) di bicarbonato. Lascia in ammollo la lana almeno due ore e fino a una notte intera. Di tanto in tanto, muovi il capo massaggiando le fibre: ne favorirai l’apertura. Se necessario puoi aggiungere anche qualche cucchiaio di latte che ha effetto ammorbidente. Quindi, lava normalmente con detersivo delicato o sapone di Marsiglia.

Tra i metodi tradizionali è previsto anche l’uso dell’ammoniaca. Utile quando la lana presenta solo un leggero infeltrimento, usala in una soluzione con ugual parte d’acqua. Lascia in ammollo per un paio d’ore quindi risciacqua a mano.
Anche lalcool può tornarti utile quando devi trattare la lana infeltrita. In questo caso, però, va prestata attenzione alle quantità e alla frequenza. Lascia il tuo capo in ammollo per mezz’ora in una soluzione di acqua e mezzo cucchiaio di alcool. Puoi aggiungere anche un po’ di ammoniaca (circa tre cucchiai) e della trementina (un cucchiaio). Se la lana è anche ingiallita, utilizza il limone. Ti basta aggiungere il succo di metà frutto all’acqua di lavaggio oppure spremere due limoni interi in una bacinella. In tal caso, lascia in ammollo mezz’ora, quindi, risciacqua in acqua fredda.

Se le condizioni del tuo capo in lana sono piuttosto serie, ricorri ad un detergente delicato. Versalo in una bacinella con acqua tiepida e lascia la maglia in ammollo qualche ora. Abbi cura di cambiare l’acqua in modo che non raffreddi troppo e mescola bene il detergente. Quindi lava e risciacqua con un ammorbidente delicato.

Un’altra soluzione utile nei casi di infeltrimento importante è l’ammollo (circa 30 minuti) nella lanolina. Questa cera, ottenuta durante la lavorazione delle fibre, aiuta a rendere la lana più resistente.
Se, infine, il maglione è ormai in condizioni pessime lacido tartarico è l’ultima spiaggia. Dopo aver lasciato in ammollo la lana per una notte in acqua e bicarbonato o ammoniaca, risciacqua il tuo capo. Ora, ponilo in due litri d’acqua e dieci cucchiai di acido tartarico mescolati in una vaschetta. Essendo irritante per la pelle, ti consigliamo di indossare dei guanti. Fai agire un paio d’ore e poi risciacqua.
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